Quando ci accede qualcosa, soprattutto se si tratta di qualcosa di inatteso e non piacevole, la confusione si impossessa di noi e possiamo diventare ostaggio delle nostre emozioni o meglio della stratificazione confusa di emozioni di intensità e qualità differente che si accavallano senza un ordine preciso.

Una delle espressioni che spesso è utilizziamo è che perdiamo il “lume della ragione”.
E’ proprio così, avremmo necessità di “ritrovare il bandolo”, ossia di ragionare lucidamente mettendo una cosa in fila all’altra e di elaborare una strategia logica e conseguente per reagire a quello che ci capita ma siamo strattonato dalle nostre stesse reazioni emotive.

Una delle tecniche più efficaci nella gestione del conflitto è l’allontanamento, ossia il sottrarsi al confronto nel suo momento di acme. Rimandare, posticipare la comunicazione in un momento in cui saremo pronti e capaci di sottrarci agli impulsi della rabbia. Si rimanda insomma al momento in cui sarà possibile “ragionare a mente fredda”.

Non è facile applicare questa tecnica quando ci relazioniamo con gli altri, è ancora più difficile quando ci relazioniamo con noi stessi e prendere una pausa è impossibile. In alcuni momenti la confusione emotiva è così intensa che dilaga anche nella nostra vita onirica privandoci del sonno, proiettandoci sogni agitati o incubi che non ci aiutano a ricaricare le batterie e a raffreddare il nostro sentire.

Cosa ci succede? E soprattutto come usciamo da questo stato?

RESPIRARE PER PRIMA COSA

Per prima cosa è utile respirare. E smettere di cercare soluzioni.
La soluzione arriverà dopo. Ora dobbiamo occuparci delle nostre emozioni che, è evidente, stanno reclamando la nostra attenzione.
Metaforicamente è come se ci trovassimo al centro di un capannello di bambini che piangono urlano e cercano ognuno di catturare la nostra esclusiva attenzione. Possiamo urlare quanto vogliamo, chiedendo al gruppo un attimo di silenzio ma sarà solo nel momento che ci dedicheremo individualmente a ognuno di loro che si rassereneranno e magari li potremo portare al parco in un’ordinata e composta fila in cui si tengono per mano.

DARE ATTENZIONE A TUTTE LE NOSTRE EMOZIONI, UNA ALLA VOLTA

Con le emozioni dobbiamo fare la stessa cosa, occuparci di ognuna di loro.

Mettiamoci in ascolto, affrontiamo il caos e cerchiamo di distinguere le emozioni che ci stanno assalendo e diamo a ogni emozione un nome. Costruiamo un catalogo delle sensazioni che proviamo, associamole a un sintomo (anche fisico) che ci procura.
Quando avremo elencato le emozioni che stiamo vivendo, noteremo che sono ambivalenti, in contrasto l’una con l’altra.

DAI UN VOLTO PER OGNI EMOZIONE

Senza ragionare troppo, a ogni emozione che hai individuato associa il nome di una persona o di un personaggio reale o di fantasia o di un luogo, di un cibo o di un oggetto. Quello che devi assolutamente evitare è battezzare la tua emozione con il nome di una emozione simile.
Per ogni nome di riferimento scrivi un breve testo di non più di 50 parole nel quale spieghi il motivo di questa associazione.

Alla fine dell’esercizio, avrai districato il nodo intricato delle emozioni che stai vivendo. Avrai preso distanza dalle tue emozioni senza negarle, anzi confrontandoti da vicino con ognuna di loro.

PASSA AI FATTI E ELABORA UNA STRATEGIA

 È arrivato il momento di analizzare quello che ti è successo e che ha scatenato il subbuglio emotivo, avrai abbastanza lucidità per “fare a fette l’elefante” e trovare la strategia per risolvere.

Se questo esercizio ti sembra troppo difficile o sei curioso di capire come si può essere più efficaci e più sereni con strumenti creativi e innovativi, contattami! Sarò felice di incontrarti online e scoprire insieme a te come posso aiutarti ad affrontare e gestire le emozioni.

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